AI: oltre 1 studente su 5 non distingue se un sito è affidabile o meno

Se usata con attenzione e ponderazione la tecnologia può essere di supporto ai bambini. Ma in Italia il 9,5% dei bambini e gli adolescenti tra 9 e 16 anni non possiede competenze nel cambiare le impostazioni della privacy, il 9,2% non possiede competenze nello scegliere le migliori parole chiave per le ricerche, l’11,9% non possiede competenze nel rimuovere persone dalla lista dei contatti e il 18,9% non possiede competenze nel creare contenuti di musica o video.

Inoltre, più di 1 studente su 5 di 10 anni in 26 Paesi su 32 non è in grado di distinguere se un sito web sia affidabile o meno.
Sono i dati divulgati in occasione del Safer Internet Day (10 febbraio) dall’UNICEF, che ha dedicato la giornata al tema “Smart tech, safe choises: exploring the safe and responsible use of AI”.

Poca dimestichezza con gli strumenti di AI

D’altronde, anche la percezione dell’AI tra i giovani evidenzia forti divari.
Secondo un sondaggio condotto attraverso la piattaforma digitale U-Report a livello internazionale su un campione di 61.400 partecipanti, il 18% ritiene di avere familiarità con i sistemi di AI, il 22% in maniera moderata, il 25% parzialmente e il 35% quasi per nulla.

Inoltre, su 57.670 partecipanti il 45% sente di avere le skill necessarie per lavorare con l’AI, il 20% ritiene di non averle e il 35% non si sente sicuro nell’usarle.

Proteggere i bambini dai rischi della tecnologia

L’UNICEF ha recentemente lanciato un allarme sul rapido aumento del volume di immagini sessualizzate generate dall’AI, compresi casi in cui fotografie di bambini sono state manipolate e sessualizzate.
In uno studio condotto da UNICEF, ECPAT e INTERPOL in 11 Paesi, almeno 1,2 milioni di bambini hanno rivelato che nell’ultimo anno le loro immagini sono state manipolate in deepfake sessualmente espliciti.

In alcuni Paesi la percentuale arriva a rappresentare 1 bambino su 25, l’equivalente di un bambino in ogni classe scolastica. E in altri Paesi oggetto dello studio fino a due terzi dei bambini dichiarano di temere che l’AI possa essere utilizzata per creare false immagini o video a sfondo sessuale.

Accompagnare i più piccoli nello sviluppo di competenze digitali

“In un mondo in cui l’AI è sempre più presente nella vita quotidiana di bambini e adolescenti, è fondamentale accompagnarli nello sviluppo di competenze digitali, spirito critico e consapevolezza – afferma Nicola Graziano, Presidente UNICEF Italia -. I dati dicono che troppi bambini faticano ancora a riconoscere fonti affidabili e a orientarsi online in modo sicuro. Per questo è necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere, oggi e in futuro, garantendo il loro ascolto e loro partecipazione”.

In questo, un’indicazione precisa è fornita dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, in particolare, il Commento generale n.25 del Comitato ONU dedicato ai diritti dei minorenni in relazione all’ambiente digitale.